Responsabile UOS di "Chirurgia dell'arto superiore e dell'arto inferiore" del Policlinico Universitario Campus-Biomedico
"Presidente Faculty Innovazione Tecnologica della SIA"; "Membro comitato Arto superiore ISAKOS"; " Delegato Nazionale SIA per l'ESSKA"
PROTESI DI SPALLA
Il Prof. Franceschi è tra i pionieri in Italia per la Chirurgia Protesica della Spalla.

Esegue correntemente più di 100 interventi di sostituzione articolare protesica della spalla l’anno, che comprendono sia protesi parziali che totali, anatomiche ed inverse.
     QUALE PROTESI ?

     CHI E’ IL PAZIENTE CANDIDATO AD INTERVENTO DI PROTESI DI SPALLA ?

     INFORMAZIONI SULL’INTERVENTO



QUALE PROTESI ?
Esistono principalmente due grandi categorie di protesi di spalla, quelle che sostituiscono solo una delle due componenti dell’articolazione, testa omerale o glena scapolare e quelle totali.

Tra le protesi totali, esistono due grandi categorie, legate ad un disegno dell’impianto totalmente diverso,la protesi anatomica e quella inversa.

La protesi anatomica trova indicazione, quando vi è una usura delle due componenti della spalla, la glena e la testa omerale, senza che vi sia una lesione della cuffia dei rotatori o nel caso in cui questa sia riparabile.

Il design protesico ricalca la forma delle tue estremità che normalmente compongono l’articolazione, la sfera omerale e la cavità glenoidea, che la accoglie.
Discorso diverso riguarda invece la cosidetta protesi inversa di spalla. In questo caso il design delle due componenti protesiche è totalmente opposto rispetto alla naturale configurazione anatomica.

La testa omerale viene sezionata e preparata per alloggiare uno stelo con terminale concavo. La glena scapolare invece viene ricostruita, inserendo sul versante articolare una “glenosfera” che si andrà ad articolare con l’omero.

Questo sistema è indicato nei casi in cui la funzione della cuffia dei rotatori è compromessa per lesione massiva irreparabile.

In queste situazioni gli altri tipi di protesi non permetterebbero di recuperare un soddisfacente movimento attivo. Per la funzionalità della protesi inversa condizione indispensabile è che il deltoide sia efficiente.


CHI E’ IL PAZIENTE CANDIDATO AD INTERVENTO DI PROTESI DI SPALLA ?
Diversi sono i quadri patologici in cui può essere indicato eseguire un intervento di protesi di spalla.

La condizione patologica che più di frequente richiede il trattamento con artroplastica è l’artrosi. E’ una malattia a carattere cronico-degenerativo, caratterizzata dalla perdita delle cartilagini di rivestimento con conseguente scomparsa dello spazio articolare tra omero e scapola, la deformazione delle superfici articolari e la formazione di irregolarità ossee dette osteofiti.

Può avvenire sia spontaneamente con l'invecchiamento, sia essere favorita e condizionata da danni precedenti all’articolazione, quali traumi severi o ripetuti episodi di lussazioni scapolo-omerale.

Altre condizioni patologiche che possono richiedere l’impianto di una protesi di spalla sono:
  • necrosi della testa omerale
  • fratture pluriframmentarie della testa omerale
  • artrosi post-traumatica
  • esiti di fratture mal consolidate
  • artrite reumatoide
  • artrite psoriasica
  • rottura massiva irreparabile della cuffia dei rotatori
L’intervento chirurgico è indicato quando una delle patologie sopra indicate determina un dolore intenso, scarsamente gestibile con la terapia farmacologica, associato ad una perdita di funzione della spalla che compromette il normale svolgimento delle attività quotidiane.


INFORMAZIONI SULL’INTERVENTO
L’impianto di una protesi di spalla richiede un intervento chirurgico di durata variabile tra i 60’ ed i 120’. Il paziente viene sottoposto ad una anestesia locale associata a sedazione, cosi’ da permettere una ripresa precoce nel post-operatorio. La permanenza in sala operatoria comprende in più un tempo di preparazione preliminare, in genere di almeno un’ora, e un periodo di sorveglianza dopo la fine dell’intervento, al fine di garantire una sicura ripresa del paziente dall’anestesia in un ambiente controllato.

Nei primi giorni viene applicato un tutore reggibraccio, che verrà mantenuto per un periodo molto breve. Già a partire dal secondo giorno postoperatorio viene intrapreso un protocollo riabilitativo. La riabilitazione viene personalizzata sull’intervento eseguito e sul tipo di paziente, garantendo una rapida ripresa grazie alla collaborazione del Prof Franceschi con un team di Fisioterapisti formati alla specifica riabilitazione dopo intervento di protesi di spalla.

La dimissione avviene quando le condizioni del paziente risultano stabilizzate: in genere occorrono 3-4 giorni dopo l’intervento. Al momento della dimissione, il paziente riceve una serie di appuntamenti di controllo ambulatoriali programmati, nei quali verranno eseguiti nel tempo le medicazioni della ferita chirurgica, la desutura ed il controllo della progressione nella riabilitazione funzionale postoperatoria.

A 5 anni di distanza dall’intervento, oltre il 95% dei pazienti si dice soddisfatto dei risultati clinici ottenuti, con un totale sollievo dal dolore precedente all’intervento ed un netto incremento della funzionalità, che permette di riprendere lo svolgimento delle normali attività della vita quotidiana.